Beni Culturali


Ecco come reagisce, il Guggenheim Museum In tempo di crisi, facendo cassa in modo alternativo: ‘Revolving Hotel Room’ è una nuova installazione di arte contemporanea.

Si tratta di una camera da letto girevole creata dall’artista belga Cartsen Holler che ha registrato il tutto esaurito in vista dell’inaugurazione il 26 ottobre.

I Clienti? Sono le coppie pronte a pagare da 300 a 800 dollari per poter passare una notte nel Museo sul letto installato su una piattaforma girevole nel museo sulla Quinta Strada creato da Frank Lloyd Wright: tra i primi a prenotarsi, l’attrice Chloe Sevigny. Incluse nel prezzo sono una colazione offerta dal Walforf Astoria, uno degli sponsor dell’iniziativa, e la possibilità di girare nottetempo nel nel museo in pigiama sotto l’occhio vigile degli agenti di sicurezza.

In Italia non avremmo mai questo tipo di coraggio, questo tipo di elasticità mentale. Intendiamoci in tempi “normali” i Musei dovrebbero fare i Musei, senza preoccuparsi di fare cassa il loro obiettivo principale sarebbe la fruizione e promozione dell’arte e della cultura. Ma in un momento come questo, dove le risorse finanziarie pubbliche scarseggiano e i Musei non riescono a garantire la propria sussistenza, tenendo conto degli alti costi di conservazione e gestione dei Beni Culturali, il coraggio e l’inventiva di usare la crisi economica come pretesto artistico e occasione di introito sono qualità e attitudini purtroppo lontane dal nostro sistema museale italiano troppo “statalizzato” e ingessato nella macchina burocratica pubblica da cui dipende in modo esclusivo.

Dk

Tempo fa sono stato invitato al convegno nazionale “ROMAN DE TROIE” presso la Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, il convegno “Roman de Troie” promosso da Digitalcodices – Centro di studi informatici pei i beni librari e prodotto da Unione Europea Esperti d’Arte Onlus, ha ottenuto un discreto successo e ha avuto queste finalità:

- Presentare il progetto di digitalizzazione dei manoscritti del “Roman de Troie”.

- Considerare i principi, i metodi, le problematiche e le soluzioni per la gestione e fruizione dei beni librari attraverso gli strumenti dell’Information & Communication Technology.

- Confrontare i sistemi e i criteri di valorizzazione dei beni librari attraverso gli strumenti informatici nei vari organismi pubblici e privati, italiani ed europei.

- Affrontare le problematiche e le prospettive che riguardano i percorsi di formazione e gli sbocchi professionali del settore ICT per i beni culturali/librari.

- Analizzare l’impatto delle nuove tecnologie nel mondo dei beni librari per riflettere sulle potenzialità e opportunità di e-business derivanti per il sistema impresa.

Il mio intervento è stato circoscritto a quest’argomento: Percorsi e prospettive di formazione e di lavoro nel settore ICT per i beni librari.

Da oggi potete ascoltare tutti gli interventi che si sono succeduti nella pagina del programma, se interessa la tematica del mio intervento, si può ascoltare cliccando qui.

Sono (finalmente) in pubblicazione gli atti del convegno, chi li volesse richiedere può cliccare qui.

Avere tra le mani la prima stampa di un tuo libro è come avere tra le mani un figlio. Un momento emozionante che auguro a tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire, o da diffondere. Possiamo avere bellissime idee e formulare bellissimo concetti ma se non facciamo in modo che essi vengano conosciuti da altri o ce li teniamo solo per noi, non servono a nulla.

Certo oggi la ricerca di una casa editrice che creda nel tuo progetto e scelga il tuo lavoro senza fini “troppo” commerciali è difficile. Molte case editrici oggi vogliono addirittura essere pagate dall’autore. Tutto questo può essere sconfortante….

Dopo un anno di lavoro, è uscito il libro intitolato Il Restauro Virtuale – tra ideologia e metodologia, edizioni Edifir in cui sono co-autore col prof. Furferi, docente della Facoltà di Ingegneria all’Università di Firenze.

Per acquistare il libro on-line dal sito della casa editrice  clicca qui.

Breve abstract:

Negli ultimi anni le nuove tecnologie di Information and Communication Technology hanno trovato sempre maggiore applicazione nel restauro per di operare una valutazione preventiva di suoi effetti senza alcun contatto sull’opera vera e propria. Parallelamente si è assistito ad una “massificazione” dei beni culturali con volontà di fruizione di opere di d’arte un elevato numero di appassionati e studiosi. Per tali ragioni il restauro ha fatto sempre più spesso ricorso all’utilizzo dell’informatica: è nata così la concezione di un nuovo, innovativo, settore scientifico e tecnico: il Restauro Virtuale. Nato nel campo della conservazione dei Beni Culturali ha allargato il suo ambito di applicazione indicando, oggi, non solo l’utilizzo di tecniche di Image Processing applicate ai beni culturali ma anche tutte le metodologie atte a restituire le fattezze originali di un’opera altrimenti non accessibile. Inoltre il termine Virtual Restoration può indicare sia la realizzazione di modelli tridimensionali di strutture architettoniche sia la visualizzazione di musei, siti archeologici ecc. Il presente testo vuole essere una guida a chi, restauratore, informatico o appassionato, si accosti per la prima volta a questo mondo.

formato 17 x 24 – 49 ill. b/n e 40 ill. colori – brossura cucita.
ISBN 978-88-7970-339-0